
Nel territorio della Camera del Lavoro Roma Sud Pomezia Castelli, che abbraccia oltre 40 Comuni dal litorale di Anzio e Nettuno fino ai Monti Lepini, passando per i Castelli Romani, Pomezia e la cintura prenestina e colleferrina, le condizioni di lavoro restano una delle principali emergenze sociali.

“Nella provincia di Roma le denunce di malattie professionali registrate dall’Inail sono cresciute con decisione negli ultimi quattro anni: si passa da 1.200 casi nel 2020 a 2.211 nel 2024, pari a un incremento di +84,3%.” Lo rende noto la CGIL Roma Sud Pomezia Castelli in occasione della Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, evidenziando come “questi numeri siano un chiaro segnale di un mondo del lavoro che continua a scaricare sui corpi delle persone la mancanza di prevenzione, di formazione continua e di investimenti sull’innovazione dei processi produttivi”.
“Nel dettaglio – spiega la CGIL – la prevalenza riguarda le patologie del sistema osteomuscolare, che arrivano a circa 1.780 nel 2024. Aumentano anche le malattie del sistema nervoso (da 70 nel 2020 a 162 nel 2024), le patologie dell’orecchio (70 nel 2024), quelle respiratorie (52 nel 2024) e restano significativi i disturbi psichici e comportamentali (39 nel 2024). Le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 50 e i 64 anni, a conferma dell’invecchiamento della forza lavoro e della necessità di politiche attive di prevenzione e riqualificazione.”
“Nel nostro territorio – prosegue la CGIL – il fenomeno interessa tutti i comparti, pubblici e privati: dalla sanità alla scuola, dai servizi ambientali alla logistica, dall’edilizia ai servizi locali. I disturbi muscolo-scheletrici colpiscono in modo crescente infermieri, operatori sociosanitari, insegnanti, addetti alla raccolta rifiuti, lavoratori della logistica e dell’edilizia; ma accanto alle patologie fisiche si registra un forte aumento dei disturbi da stress lavoro-correlato, del burnout e delle patologie psicosociali. Fenomeni che non dipendono solo dai carichi fisici ma soprattutto dall’organizzazione del lavoro, dai ritmi, dalla carenza di personale, dalla precarietà e da modelli gestionali che comprimono tempi e diritti. È il segno di un sistema produttivo e di servizi che consuma le persone invece di valorizzarle.”
“Chiediamo azioni concrete – aggiunge la CGIL Roma Sud Pomezia Castelli – sia alle imprese che alle istituzioni, a partire dalla Regione Lazio, che tarda ad attuare integralmente il Piano regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. È indispensabile un piano straordinario d’investimenti in personale, formazione e risorse per rafforzare la rete territoriale della prevenzione: gli Spresal delle ASL e l’Ispettorato del lavoro sono fortemente sottodimensionati, e questo impedisce controlli efficaci e tempestivi. Senza una presenza capillare dello Stato sui luoghi di lavoro, la sicurezza resta solo sulla carta. Ma è altrettanto fondamentale aumentare la consapevolezza dei diritti da parte delle lavoratrici e dei lavoratori: conoscere, segnalare e denunciare situazioni di rischio è il primo passo per difendere la propria salute e costruire una cultura collettiva della sicurezza”
“Assieme al nostro Patronato Inca Cgil e alla rete delle delegate e dei delegati delle categorie CGIL stiamo portando avanti un lavoro quotidiano di informazione, tutela e contrattazione, per promuovere la denuncia delle malattie professionali e la costruzione di modelli organizzativi più sicuri. Continueremo a mobilitarci per fermare la strage sui luoghi di lavoro e mettere le persone al centro del modello di sviluppo e di fare impresa”, conclude la nota










Apprendiamo con stupore la notizia della soppressione del tradizionale Corteo che, nella giornata del 25 Aprile Festa della Liberazione, si snoda per le strade di Genazzano, rendendo omaggio a luoghi simbolici della Resistenza. Il cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco non viene certo turbato dalla celebrazione di una data fondamentale per la nostra Repubblica democratica, né tantomeno dal ricordo di chi attraverso la Resistenza ha sacrificato la propria vita per liberarci dall’oppressione nazifascista. La scelta del Sindaco di Genazzano di eliminare il corteo che si svolge ogni anno per rendere omaggio ai Genazzanesi trucidati dai nazifascisti, appare assolutamente sbagliata e immotivata, a maggior ragione in quanto l’ordinanza ha invece mantenuto invariati eventi ben più commerciali e meno “sobri” quali la Fiera. Ci auguriamo perciò che tale decisione possa essere modificata, anche alla luce delle numerose proteste popolari, per poter celebrare, anche a Genazzano, come negli altri Comuni italiani, una Giornata del 25 Aprile all’insegna dell’Unità e nel rispetto della Storia del Paese e dei Valori Costituzionali
CGIL, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni sindacali, le forze politiche, i rappresentanti istituzionali e le realtà territoriali si danno appuntamento in vari Comuni del territorio di Roma Sud Pomezia Castelli a sostegno dei referendum popolari del 2025 con l’obiettivo di promuovere i cinque Sì sui temi del lavoro sicuro, stabile, dignitoso, tutelato e della cittadinanza.
“In una fase sempre più convulsa il mese di marzo sarà ancora una volta l’occasione per denunciare le differenze di genere, le discriminazioni e le violenze che costituiscono uno dei principali problemi strutturali del nostro Paese e che le politiche di destra del Governo Meloni stanno ulteriormente aggravando”.


































“Da quindici anni la Casa delle donne Lucha y Siesta accoglie donne e minori in percorsi di fuoriuscita dalla violenza maschile, diventando negli anni anche un punto di riferimento per il territorio, un luogo di cultura e aggregazione – spiega il sindacato -. Questa esperienza rischia di interrompersi a causa di una delibera dell’assessora regionale alle Pari opportunità, Renata Baldassarre, il cui primo effetto sarà cacciare sia le attiviste, che le donne e i bambini accolti nella struttura (…) continua a leggere su