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Sanità: sindacati, accordo su Carta sociale cittadino in distretto Roma 6

 

Il 15 Ottobre 2025 è stato sottoscritto “un importante” accordo sulla Carta sociale del cittadino del distretto socio-sanitario Roma 6.4 Pomezia–Ardea, tra la Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, la Cisl Roma Capitale Rieri, la Uil del Lazio, il Consorzio sociale Pomezia–Ardea, la Asl Roma 6.4 e l’Ufficio di Piano”. “La Carta Sociale del Cittadino raccoglie in modo chiaro e accessibile i diritti sociali delle persone e delle famiglie del territorio, spiegando quali servizi sono disponibili, come accedervi e con quali standard di qualità. È uno strumento pensato per rendere i servizi più trasparenti, vicini e comprensibili, e per rafforzare il legame di fiducia tra istituzioni e cittadinanza, soprattutto verso chi vive situazioni di fragilità o bisogno”, si legge in una nota dei sindacati. “La firma arriva al termine di un percorso condiviso, che ha visto impegnati il Distretto, la Asl, il Consorzio e le organizzazioni sindacali in un lavoro di confronto continuo. Un impegno comune per migliorare la qualità dei servizi, costruire una rete territoriale più forte e rendere la programmazione sociale un esercizio reale di partecipazione. Per le organizzazioni sindacali questo accordo rappresenta un passo importante nella contrattazione sociale di zona, strumento con cui il sindacato contribuisce a costruire un welfare territoriale più giusto e inclusivo, fondato su equità, prossimità e diritti per tutte e tutti. Nei prossimi giorni i contenuti della Carta saranno diffusi e messi a disposizione dei cittadini dei Comuni di Pomezia e Ardea, per consentire una conoscenza piena e un uso consapevole dei servizi sociali. Le confederazioni insieme al sindacati dei pensionati e della funzione pubblica continuerano a seguirne l’attuazione per garantire che i diritti riconosciuti diventino diritti reali e pienamente esigibili”, conclude la nota dei sindacati.

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Malattie professionali in forte aumento. Servono prevenzione, formazione e controlli, ma i servizi territoriali sono sottodimensionati

Nel territorio della Camera del Lavoro Roma Sud Pomezia Castelli, che abbraccia oltre 40 Comuni dal litorale di Anzio e Nettuno fino ai Monti Lepini, passando per i Castelli Romani, Pomezia e la cintura prenestina e colleferrina, le condizioni di lavoro restano una delle principali emergenze sociali.

“Nella provincia di Roma le denunce di malattie professionali registrate dall’Inail sono cresciute con decisione negli ultimi quattro anni: si passa da 1.200 casi nel 2020 a 2.211 nel 2024, pari a un incremento di +84,3%.” Lo rende noto la CGIL Roma Sud Pomezia Castelli in occasione della Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, evidenziando come “questi numeri siano un chiaro segnale di un mondo del lavoro che continua a scaricare sui corpi delle persone la mancanza di prevenzione, di formazione continua e di investimenti sull’innovazione dei processi produttivi”.

“Nel dettaglio – spiega la CGIL – la prevalenza riguarda le patologie del sistema osteomuscolare, che arrivano a circa 1.780 nel 2024. Aumentano anche le malattie del sistema nervoso (da 70 nel 2020 a 162 nel 2024), le patologie dell’orecchio (70 nel 2024), quelle respiratorie (52 nel 2024) e restano significativi i disturbi psichici e comportamentali (39 nel 2024). Le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 50 e i 64 anni, a conferma dell’invecchiamento della forza lavoro e della necessità di politiche attive di prevenzione e riqualificazione.”

“Nel nostro territorio – prosegue la CGIL – il fenomeno interessa tutti i comparti, pubblici e privati: dalla sanità alla scuola, dai servizi ambientali alla logistica, dall’edilizia ai servizi locali. I disturbi muscolo-scheletrici colpiscono in modo crescente infermieri, operatori sociosanitari, insegnanti, addetti alla raccolta rifiuti, lavoratori della logistica e dell’edilizia; ma accanto alle patologie fisiche si registra un forte aumento dei disturbi da stress lavoro-correlato, del burnout e delle patologie psicosociali. Fenomeni che non dipendono solo dai carichi fisici ma soprattutto dall’organizzazione del lavoro, dai ritmi, dalla carenza di personale, dalla precarietà e da modelli gestionali che comprimono tempi e diritti. È il segno di un sistema produttivo e di servizi che consuma le persone invece di valorizzarle.”

“Chiediamo azioni concrete – aggiunge la CGIL Roma Sud Pomezia Castelli – sia alle imprese che alle istituzioni, a partire dalla Regione Lazio, che tarda ad attuare integralmente il Piano regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. È indispensabile un piano straordinario d’investimenti in personale, formazione e risorse per rafforzare la rete territoriale della prevenzione: gli Spresal delle ASL e l’Ispettorato del lavoro sono fortemente sottodimensionati, e questo impedisce controlli efficaci e tempestivi. Senza una presenza capillare dello Stato sui luoghi di lavoro, la sicurezza resta solo sulla carta. Ma è altrettanto fondamentale aumentare la consapevolezza dei diritti da parte delle lavoratrici e dei lavoratori: conoscere, segnalare e denunciare situazioni di rischio è il primo passo per difendere la propria salute e costruire una cultura collettiva della sicurezza”

“Assieme al nostro Patronato Inca Cgil e alla rete delle delegate e dei delegati delle categorie CGIL stiamo portando avanti un lavoro quotidiano di informazione, tutela e contrattazione, per promuovere la denuncia delle malattie professionali e la costruzione di modelli organizzativi più sicuri. Continueremo a mobilitarci per fermare la strage sui luoghi di lavoro e mettere le persone al centro del modello di sviluppo e di fare impresa”, conclude la nota

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Ranucci: Cgil Pomezia, solidarietà e vicinanza, attentato a democrazia

L’attentato avvenuto la scorsa notte davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, nel territorio di Pomezia, “è un gesto vile e gravissimo. Un atto che poteva avere conseguenze drammatiche e che colpisce non solo un giornalista, ma il diritto di tutte e tutti a essere informati”. È quanto si legge in una nota della Cgil Roma Sud Pomezia Castelli che esprime “piena solidarietà e vicinanza a Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report. Colpire chi racconta la verità significa colpire la democrazia, la libertà di stampa e la sicurezza del nostro territorio, che non si piega alla paura e che difende con forza i valori della libertà, della verità e dei diritti. Difendere l’informazione libera significa difendere la libertà di tutte e tutti. Ora più che mai è indispensabile assicurare il più pieno sostegno a Sigfrido Ranucci ed alla trasmissione Report che rappresenta un pilastro nell’informazione libera”

25 ottobre fronte

Democrazia al Lavoro: Cgil, 25 ottobre manifestazione nazionale a Roma

Per aumentare salari e pensioni, Per dire NO al riarmo, Per investire su sanità e scuola, Per dire NO alla precarietà, Per una vera riforma fiscale. Concentramento a P.zza della Repubblica, ore 13:30; conclusione a P.zza San Giovanni in Laterano con gli interventi di Luc Triangle, Ituc e Maurizio Landini, Cgil.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA | 25 ottobre 2025

PER LA LEGGE DI BILANCIO 2026 SOSTENIAMO LE SEGUENTI PRIORITÀ:

  • Stop al riarmo; investimenti su sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche abitative e sociali.
  • Prendere i soldi da grandi ricchezze ed evasione fiscale; stop a flat tax generalizzata e condoni; restituire a lavoratori e pensionati il drenaggio fiscale già subito e neutralizzare quello futuro.
  • Rinnovare i CCNL pubblici e privati, con detassazione degli incrementi salariali; contrastare precarietà e, lavoro povero e sfruttamento lavorativo; introduzione di salario minimo, legge sulla rappresentanza e vero equo compenso per lavoro autonomo e professionale.
  • Piena rivalutazione delle pensioni con estensione della quattordicesima, superamento della legge Fornero, introduzione di una pensione di garanzia per giovani e precari.
  • Politiche industriali e del terziario per contrastare le delocalizzazioni, creare nuovo lavoro, realizzare la transizione energetica, ambientale e tecnologica; dar seguito a una vera strategia di sviluppo per il Mezzogiorno.
  • Tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro; contrastare gli appalti non genuini e i subappalti.

La strada intrapresa dal Governo peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro della stragrande maggioranza delle persone, colpendo lavoratori, pensionati, giovani, donne.

Il concentramento è previsto alle ore 13:30 in Piazza della Repubblica, da lì partirà il corteo che raggiungerà Piazza San Giovanni, dove sono previsti, tra gli interventi, quelli di Luc Triangle, segretario generale dell’Ituc, e di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

MOBILITIAMOCI PER LA PACE
E PER UN MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE


Liberazione

Eliminato il Corteo del 25 Aprile a Genazzano, CGIL Roma Sud Pomezia Castelli: “scelta sbagliata e immotivata”

Eliminato il Corteo del 25 Aprile a Genazzano, CGIL Roma Sud Pomezia Castelli: “scelta sbagliata e immotivata  ancor più perché l’ordinanza comunale consente invece lo svolgimento di eventi commerciali come la Fiera.”

 

Apprendiamo con stupore la notizia della soppressione del tradizionale Corteo che, nella giornata del 25 Aprile Festa della Liberazione, si snoda per le strade di Genazzano, rendendo omaggio a luoghi simbolici della Resistenza.  Il cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco non viene certo turbato dalla celebrazione di una data fondamentale per la nostra Repubblica democratica, né tantomeno dal ricordo di chi attraverso la Resistenza ha sacrificato la propria vita per liberarci dall’oppressione nazifascista. La scelta del Sindaco di Genazzano di eliminare il corteo che si svolge ogni anno per rendere omaggio ai Genazzanesi trucidati dai nazifascisti, appare assolutamente sbagliata e immotivata, a maggior ragione in quanto l’ordinanza ha invece mantenuto invariati eventi ben più commerciali e meno “sobri” quali la Fiera.  Ci auguriamo perciò che tale decisione possa essere modificata, anche alla luce delle numerose proteste popolari, per poter celebrare, anche a Genazzano, come negli altri Comuni italiani, una Giornata del 25 Aprile all’insegna dell’Unità e nel rispetto della Storia del Paese e dei Valori Costituzionali

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Referendum 2025. Sul territorio nascono i Comitati per i 5 SI su LAVORO e CITTADINANZA

La CGIL, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni sindacali, le forze politiche, i rappresentanti istituzionali e le realtà territoriali si danno appuntamento in vari Comuni del territorio di Roma Sud Pomezia Castelli a sostegno dei referendum popolari del 2025 con l’obiettivo di promuovere i cinque Sì sui temi del lavoro sicuro, stabile, dignitoso, tutelato e della cittadinanza.

La costituzione dei Comitati referendari sul territorio ha l’obiettivo di creare una rete per promuovere la democrazia e per costruire la partecipazione necessaria per l’abolizione di leggi che alimentano le ingiustizie, le differenze e rendono il lavoro più povero e precario.

La CGIL Roma Sud Pomezia Castelli sta promuovendo i Comitati su tutto il nostro territorio, sono già stati costituiti quelli del VII Municipio di Roma e di Genazzano.

Di seguito le assemblee di lancio dei Comitati previste nelle prossime settimane e a cui se ne aggiungeranno man mano delle altre:

12 marzo Anzio ore 17.30 Centro servizi Cgil – Viale Antium 6

13 marzo Genzano di Roma ore 18.00 Aula Consiliare – via Italo Belardi 81

14 marzo Marino ore 18.00 Sala Lepanto – Piazza Lepanto 1

18 marzo Velletri ore 18.00 DopoLavoro Ferroviario – Piazza Martiri Ungeria 1

24 marzo Albano Laziale ore 18.00 Aula Consiliare – Piazza della Costituente 1

28 marzo Frascati ore 17 Sala degli Specchi Comune di Frascati – Piazza G. Marconi 3

Al termine delle assemblee, si procederà alla costituzione dei comitati territoriali, che resteranno aperti ad associazioni, movimenti, organizzazioni sindacali e a tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo per una partecipazione di massa alle urne per raggiungere il quorum e per cambiare in meglio l’Italia sotto lo slogan “Il voto è la nostra rivolta”.

Per aderire: cdltromasudpomeziacastelli@lazio.cgil.it

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IL VOTO E’ LA NOSTRA RIVOLTA: 5 Sì PER CAMBIARE IL PAESE​

E’ partita ufficialmente il 12-13 febbraio la campagna per il voto ai quesiti referendari sui temi del lavoro e della cittadinanza che si terrà in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi.

Nell’evento al PalaDozza di Bologna, alla presenza di oltre 3mila delegate e delegati della Cgil, di esponenti del mondo dell’associazionismo e del Comitato promotore del referendum sulla cittadinanza, dopo i vari interventi del professore Alessandro Barbero e dell’attore Stefano Massini, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha ben chiarito il significato del voto referendario che riguarda tutti e tutte come grande momento di partecipazione democratica.
Il voto è la nostra rivolta” è infatti lo slogan della campagna referendaria che vedrà impegnati tutti i soggetti promotori nelle prossime settimane per coinvolgere e far partecipare al voto il maggior numero di cittadini e cittadine.
“Il referendum è il modo più diretto per determinare un cambiamento – ha detto Landini – perché a differenza delle elezioni con cui si eleggono i rappresentanti per attuare un programma, con il referendum noi decidiamo subito, c’è un effetto immediato, dal giorno dopo si cancellano leggi sbagliate”.
I quattro referendum sul lavoro e quello sulla cittadinanza si pongono l’obbiettivo di porre fine alla precarietà, alle morti sul lavoro, ai licenziamenti ingiusti e dare cittadinanza a migliaia di italiani di nuova generazione figli di genitori immigrati.

“Questi referendum – afferma Daniele Dieci segretario Cgil Modena – vogliono mettere le persone nelle condizioni, il giorno dopo quando si sarà vinto, di rientrare a testa alta nei luoghi di lavoro e nelle proprie comunità, perché non avranno più paura di essere licenziati ingiustamente, non avranno più paura che in caso di infortunio nessuno paghi per quello che succede, non saranno più precari e quindi ricattabili per scadenza del proprio contratto di lavoro, e non avranno più paura perché saranno finalmente riconosciuti in piena dignità come cittadini italiani, senza logiche discriminatorie. E’ una battaglia per un Paese migliore – prosegue il segretario della Cgil – per un Paese moderno, un Paese nuovo, è una lotta di speranza, una lotta per il futuro, contro chi invece vuole ancora paese vecchio, conservatore, arretrato”.

La Corte Costituzionale ha ritenuto validi 5 quesiti referendari per i quali nel 2024 la Cgil, insieme alle altre associazioni, ha raccolto 5 milioni di firme nel Paese.

  • Ciascuno di noi, con il voto, ha la possibilità di cambiare in meglio il Paese.
  • Ogni anno muoiono 1.000 persone sul lavoro. Rendiamolo più sicuro.
  • Cancelliamo le leggi che hanno reso le lavoratrici e i lavoratori più poveri e precari.
  • Rimuoviamo l’ingiustizia che nega il diritto alla cittadinanza a 2 milioni e 500mila persone che vivono e lavorano in Italia.

Votando 5 SI nei referendum di primavera, decidiamo con effetto immediato per i nostri diritti.
Con il SI, otteniamo:

  1. Stop ai licenziamenti illegittimi
    Nelle imprese con più di 15 dipendenti, i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo. Sono oltre 3 milioni e 500mila ad oggi e aumenteranno nei prossimi anni i lavoratori penalizzati da una legge che impedisce il reintegro anche nel caso in cui il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto. Abroghiamo questa norma, diamo uno stop ai licenziamenti privi di giusta causa o giustificato motivo.
  2. Più tutele per i lavoratori delle piccole imprese
    Nelle imprese con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto. Questa è una condizione che tiene i dipendenti delle piccole imprese (circa 3 milioni e 700mila) in uno stato di forte soggezione rispetto al titolare. Abroghiamo questo limite, aumentiamo l’indennizzo sulla base della capacità economica dell’azienda, dei carichi familiari e dell’età del lavoratore.
  3. Riduzione del lavoro precario
    In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rendiamo il lavoro più stabile. Ripristiniamo l’obbligo di causali per il ricorso ai contratti a tempo determinato.
  4. Più sicurezza sul lavoro
    Arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Quasi 1000 i morti. Modifichiamo le norme attuali, che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Cambiamo le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.
  5. Più integrazione con la cittadinanza italiana
    Riduciamo da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana, che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Questa modifica costituisce una conquista decisiva per circa 2 milioni e 500mila cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano. Allineiamo l’Italia ai maggiori Paesi Europei, che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
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“Dillo a Noi”, Il 5 marzo iniziativa pubblica per presentare la campagna promossa dalla Camera del Lavoro​

“Dillo a Noi”, Il 5 marzo iniziativa pubblica per presentare la campagna promossa dalla Camera del Lavoro

“In una fase sempre più convulsa il mese di marzo sarà ancora una volta l’occasione per denunciare le differenze di genere, le discriminazioni e le violenze che costituiscono uno dei principali problemi strutturali del nostro Paese e che le politiche di destra del Governo Meloni stanno ulteriormente aggravando”.

Inizia così il comunicato firmato da Claudia Bella, Segretaria Generale della CdlT Roma Sud Pomezia Castelli, che lancia una iniziativa sui temi dell’8 marzo.

“Quella verso la parità è una battaglia fondamentalmente culturale, perciò l’impostazione retriva in tema di diritti civili e sociali ha forti ripercussioni soprattutto verso le donne che rischiano di scontare un sensibile arretramento. Anche la piaga della violenza di genere viene spesso affrontata con una logica securitaria che vorrebbe dare risposte soltanto in termini di ordine pubblico e/o di “protezione” delle donne viste di volta in volta come “soggetti deboli” da proteggere oppure rivittimizzate e colpevolizzate per comportamenti, atteggiamenti, scelte che avrebbero favorito la violenza”. 

“Sappiamo bene, invece, che la violenza di genere è un fenomeno strutturale, l’effetto più drammatico di una società ancora troppo diseguale: può e deve essere contrastata con un’assunzione di responsabilità collettiva e una pluralità di strumenti. Il territorio e il rafforzamento delle reti sul territorio di cui il sindacato è parte, può avere un ruolo importante nella prevenzione e nel sostegno delle donne, e per intercettare e cogliere i primi segnali della violenza. Altrettanto necessaria è l’azione rispetto alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro, fenomeno ancora in larga parte sommerso”.

“In questo contesto – scrive Claudia Bella – abbiamo deciso come Cgil Roma Sud Pomezia Castelli di avviare una campagna di formazione sul nostro territorio, “Dillo a noi” , in collaborazione con la cooperativa sociale Be Free, mutuando e ampliando quanto già sperimentato con successo da alcune categorie e in particolare dalla Filctem Cgil Roma e Lazio. La formazione sarà rivolta a delegate di posto di lavoro, pensionate delle Leghe Spi e alle operatrici del Sistema Servizi Cgil – che sono e sempre più devono divenire “sindacaliste della tutela individuale” – in modo da metterle in condizione di prestare un primo ascolto alle donne e indirizzarle ai Centri antiviolenza e alle Reti presenti sul territorio”.

“Uscire dal silenzio, denunciare, non sottovalutare le prime manifestazioni della violenza che, ricordiamo, può essere fisica, psicologica, economica, è essenziale e la rete capillare che come sindacato abbiamo nei posti di lavoro e nelle sedi territoriali può svolgere un ruolo importante, ovviamente come primo ascolto, indirizzando poi verso gli sportelli, i centri antiviolenza e i supporti presenti sul territorio. Intendiamo così rafforzare l’impegno e l’azione concreta che da sempre pratichiamo, insieme a tutte le nostre categorie, per il contrasto alla violenza di genere, alle molestie, alle discriminazioni.

“Martedì 5 Marzo a Pomezia presenteremo la campagna con una iniziativa pubblica “Dillo a noi: Strumenti per l’ascolto e il sostegno alle donne” con la collaborazione di Oria Gargano, Presidente della Cooperative Sociale Be Free”.

Interverranno all’iniziativa Eleonora Mattia, Consigliera Regione Lazio, Massimiliano Borelli Sindaco di Albano Laziale, Anna Mirarchi, Sportello Donne di Pomezia, Eugenia Trovalusci coord. Assistenti Sociali Asl RM6. Concluderà i lavori il segretario generale della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola.

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Contrattazione Collettiva e salario minimo: 11 Dicembre a Pomezia il seminario della CdLT

Salario Minimo, contrattazione e rappresentanza al centro della discussione nel convegno promosso nella giornata del 11 Dicembre 2023 dalla Cgil RomaSud Pomezia Castelli . Un ringraziamento agli autorevoli relatori Salvo Leonardi – Fondazione Di Vittorio, Pietro Martello già Magistrato e Direttore Rivista Lavoro Diritti Europa, gli avvocati Carlo De Marchis Gomez e Giacomo Summa , la Responsabile Ufficio Vertenze Cdlt Annalisa Sorgo e il Segretario Generale Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola che ha concluso i lavori.