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Incendio Eco Logica 2000 – CGIL: un altro duro colpo per l’ambiente e la salute dei cittadini. Servono investimenti urgenti e più controlli

Un’alta colonna di fumo nero e denso che lentamente si propaga sulla zona di Ciampino e Roma Sud ben visibile da tutti i Castelli Romani.

L’aeroporto di Ciampino, a poche centinaia di metri dall’impianto, chiude la pista per fumo ritardando partenze e arrivi. Aria irrespirabile, finestre serrate, cielo che lentamente diventa nero aumentando le ansie e le preoccupazioni dei cittadini e delle cittadine di Ciampino e Santa Maria delle Mole in quello che doveva essere un limpido sabato di Luglio.Il risultato dell’ennesimo incendio divampato poche ore fa nell’impianto di “rifiuti speciali non pericolosi” di via Enzo Ferrari a Ciampino dove i Vigili del Fuoco sono impegnati da ore tentando di domare le fiamme.

Rifiuti speciali non pericolosi: rifiuti con percentuale alta di poliuretano, polistirolo, scarti di costruzione, rifiuti misti, vetroresina, pneumatici fuori uso, cavi, materiali isolanti, residui da pulizia stradale.

La domanda è più che lecita, guardando il cielo diventare sempre più nero: restano “non pericolosi” per l’ambiente e per la salute quando prendono fuoco?  Senza considerare che anche la sola attività, inevitabile, di estinzione dell’incendio potrebbe produrre un danno all’ambiente dovuto all’infiltrazione dei prodotti di spegnimento nel terreno che potenzialmente potrebbero raggiungere le falde.

E al netto dell’impatto sulla salute e sull’ambiente, può un impianto a pochi metri dalla pista di un aeroporto internazionale, a poche centinaia di metri dal Grande Raccordo Anulare, a pochi passi dall’Appia Nuova e a pochi metri dal Parking dell’aeroporto considerarsi sicuro?

Se è vero che gli incidenti possono verificarsi, è altrettanto vero che devono sempre essere messe in campo tutte le azioni possibili per evitarli: rispetto delle norme, delle prescrizioni. Controlli, monitoraggio, prevenzione. 

In questo Paese parliamo tanto di ambiente e sostenibilità ambientale, ma non investiamo sul monitoraggio e sui controlli, senza i quali è impossibile attuare una vera transizione ecologica.

I danni all’ambiente (e quindi alla salute delle cittadine e dei cittadini) non si prevengono con un’autocertificazione.

Per una valutazione più completa non si può che restare in attesa degli esiti e delle analisi ufficiali, ma intanto registriamo che il territorio della nostra Camera del Lavoro è già stato colpito nel passato da gravi incendi , ricordiamo il sito della EcoX che ancora attende di essere bonificato  e l’anno scorso quello degli autodemolitori e siamo convinti che si possano e debbano rafforzare i controlli e le misure di prevenzione per tutelare il territorio e la salute delle persone.

(foto dal web)

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PNRR – Sindacati: Siglato accordo con Comune di Ciampino per partecipazione, sviluppo territorio

Roma , 20 lug 15:14 – (Agenzia Nova) – Nel pomeriggio di ieri, la Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, la Cisl Roma Capitale Rieti e la Uil Lazio “hanno firmato un protocollo strategico con il Comune di Ciampino per la partecipazione e il sostegno alle misure del Pnrr che lo coinvolgono”. Lo annunciano in una nota, Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, Cisl Roma Capitale Rieti, Uil Lazio. Il Protocollo, “in attuazione a quanto già sottoscritto a livello nazionale con la presidenza del Consiglio dei ministri il 23 dicembre 2021 e la delibera della Regione Lazio del 3 febbraio – si legge-, intende rafforzare i processi di partecipazione, monitoraggio e verifica delle organizzazioni sindacali sull’insieme delle misure progettate per rilanciare il territorio nel segno di uno sviluppo più inclusivo e sostenibile, più lavoro di qualità, più welfare e meno disuguaglianze territoriali, sociali e di genere. Nella consapevolezza che tutti i soggetti sono chiamati a cooperare per una sfida ambiziosa ma necessaria, fatta di sviluppo, crescita, occupazione e cambiamento, viene istituita una cabina di regia permanente per il monitoraggio, la verifica dell’attuazione dei progetti e degli interventi, le ricadute in termini di sviluppo del territorio e di risposta ai bisogni crescenti con particolare attenzione alle condizioni di lavoro, alla legalità e sicurezza, all’occupazione, alle donne e ai giovani”.
Considerando l’importanza “di una partecipazione non solo responsabile e concreta – continuano i sindacati – ma anche tempestiva e puntuale, viene avviato da subito il confronto sia per singole missioni, sia per interventi integrati trasversali e settoriali individuando un primo calendario di incontri, con l’impegno di coinvolgere le categorie interessate nei tavoli progettuali, di verifica e monitoraggio nel rispetto delle specificità dei rispettivi settori produttivi. Solo un forte spirito di coesione potrà farci raggiungere gli obiettivi ambiziosi che i fondi europei ci permettono di finanziare per il bene delle nostre comunità e dei nostri territori. Bene che anche un comune importante come quello di Ciampino abbia improntato il proprio agire nel segno della concretezza e della partecipazione”.

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Rifiuti, “Non bruciamo il futuro” : l’intervento di Natale Di Cola all’iniziativa di Albano Laziale

L’intervento di Natale Di Cola, Segretario Generale della Cgil di Roma e Lazio, al convegno “Non bruciamo il futuro” organizzato da Rete Tutela Roma Sud il 6 giugno 2023 presso la sala conferenze della parrocchia San Giuseppe di Albano Laziale.

“La scelta del termovalorizzatore tradisce il mandato elettorale del sindaco Gualtieri, tradisce il rapporto con le organizzazioni sindacali – viste le molteplici riunioni che nei mesi precedenti la sua elezione erano state fatte per affrontare i vari problemi della città – tradisce tutti coloro che da un’amministrazione che si definisce progressista si aspettavano un approccio ben diverso nei confronti dell’ambiente e dell’utilizzo delle risorse.

Siamo invece di fronte a una scelta che va contro l’ambiente e la possibilità di un nuovo modello di sviluppo della città, che va contro anche le lavoratrici e i lavoratori perché distrugge il lavoro, come distrugge la materia, e non produce lavoro di qualità.

Purtroppo, dopo più di un anno, ci ritroviamo immersi in un dibattito sterile. Si continua a nascondere l’evidenza e cioè che l’azienda che raccoglie i rifiuti a Roma non ha più senso di esistere così com’è. È un’azienda non riformabile, che va chiusa. Occorre pensare a un nuovo soggetto industriale. Un’azienda che poteva funzionare negli anni Novanta non può essere la stessa che oggi affronta la transizione ecologica ed energetica senza misurarsi con la sostenibilità e senza competere, in chiave industriale, con le altre aziende che sulle nostre deficienze a livello territoriale fanno un pezzo del loro business e della loro ricchezza. Il piano industriale di Ama non si può definire tale e nessunopensa alla qualità del lavoro di chi ogni giorno si ritrova a confrontarsi con modello arcaico di raccolta dei rifiuti. Sono stanco di dover denunciare e difendere lavoratori che vengono insultati, malmenati e picchiati da cittadini esasperati perchè le cose non funzionano, perchè non c’è nessuna programmazione.

Dopo più di un anno la qualità del servizio non migliora, non si sta realizzando nessun altro impianto, non ci sono investimenti su tecnologia e ricerca. Roma e il Lazio sono la culla della ricerca italiana, ma non esiste nessuna unità di ricerca e sviluppo chiamata a produrre innovazione dalle materie che vengono differenziate. Noi, come Cgil, abbiamo un’idea che guarda al futuro, alla creazione di una multiutility pubblica dell’economia circolare, che lavori in sinergia con altre utility e con i centri di ricerca di cui Roma dispone. Se questo non dovesse concretarsi, crediamo che se le cose stanno andando male, nel futuro andranno peggio. Pagheremo a lungo questo errore. Gualtieri ha adottato, da solo, una scelta che impegna una comunità di milioni di persone per più di trent’anni. Non solo: come sindaco della città metropolitana, in qualità di amministratore di un ente di varia vasta, non sta assolvendo alla sua funzione, ossia misurarsi e confrontarsi con il territorio e i suoi cittadini.

Noi non ci vogliamo rassegnare all’idea che le cose non possano migliorare. Continueremo a chiedere all’amministrazione capitolina di adottare scelte coraggiose, partecipate. Continueremo a far sentire la nostra voce”.

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Vandalizzate sedi CGIL a Cinecittà: attacchi da non sottovalutare

Nella notte tra lunedì e martedì due sedi storiche della Cgil in zona Cinecittà sono state oggetto di atti vandalici da parte di ignoti che si firmano con il simbolo “No Vax”. L’ennesimo attacco, meschino e ignobile,  che colpisce le nostre sedi a partire dall’attacco squadrista dell’ottobre 2021 alla sede Nazionale di Corso Italia, che non possiamo e non vogliamo sottovalutare. Accostare la Cgil al nazismo significa non conoscere la nostra storia, la storia del sindacato, le cui sedi sono da sempre presidio di democrazia e di confronto, casa delle lavoratrici e dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini. Appare inoltre incomprensibile come oggi, quando da diversi mesi sono venute meno le restrizioni dovute alla pandemia nei luoghi di lavoro e nella quotidianità, vengano utilizzati simboli no vax, se non per puro squadrismo e ideologia. Un momento così complicato a livello economico e sociale per il nostro Paese può essere facilmente strumentalizzato da gruppi estremisti e violenti, alimentando fascismi vecchi e nuovi. Per questo non ci faremo certo intimidire da queste scritte infamanti e persevereremo nella nostra azione quotidiana insieme ai lavoratori e ai pensionati del nostro territorio. Come Camera del Lavoro abbiamo prontamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine sporgendo formale denuncia, confidando che, come già avvenuto in altri territori, i colpevoli vengano presto individuati.

SANITA’ PUBBLICA

LA LISTA FP CGIL IN ASL ROMA 6

Con il nostro IMPEGNO PUBBLICO vogliamo migliorare le condizioni di lavoro e dare piena valorizzazione a tutte le lavoratrici e lavoratori dell’Azienda attraverso la CONTRATTAZIONE DECENTRATA che porti alla luce le criticità e le inefficienze organizzative, con l’obiettivo di risolverle e valorizzare pienamente la dignità, il ruolo e i diritti di chi, ogni giorno, lavora con impegno per assicurare assistenza e cure alla comunità.

Le candidate e i candidate della Fp Cgil nella ASL Roma 6 rappresentano pienamente la ricchezza e la diversità delle professioni, delle generazioni e dei territori presenti in questa Azienda Sanitaria Locale. Votare la lista FP CGIL significa dare forza a chi lavora ogni giorno accanto a te e necessita del tuo sostegno per promuovere idee che migliorino le condizioni e la qualità del nostro lavoro quotidiano. Vuol dire offrire loro l’opportunità di lottare insieme a te e per te

IL NOSTRO PROGRAMMA PER LA SANITA' PUBBLICA

Aumento del finanziamento del SSN, per garantire servizi di qualità a tutti i cittadini.  Stop agli appalti selvaggi e alle esternalizzazioni che precarizzano il lavoro e riducono la qualità dell’assistenza. Un modello di sanità territoriale potenziato, con maggiori investimenti nelle Case della Comunità e nell’assistenza domiciliare.

IL NOSTRO PROGRAMMA PER INFERMIERE E INFERMIERI

Stipendi come quelli dei colleghi europei. Carichi di lavoro adeguati e maggiorazione delle indennità per servizi ad alta complessità. Percorsi di carriera specialistici (Basta con l’idea che gli infermieri possono fare tutto!). Indennità di esclusività. NO assistente infermiere (le figure di supporto già ci sono!) Due ore settimanali dedicate alla formazione.

PIU' DEMOCRAZIA IN ASL ROMA6

Vogliamo una RSU che abbia più peso nelle decisioni e nella contrattazione di posto di lavoro. CHIEDIAMO: ▪️Maggiore coinvolgimento della RSU nella contrattazione integrativa, con più poteri e strumenti di intervento ▪️Trasparenza nella gestione dei fondi contrattuali, per evitare disparità e discrezionalità nella distribuzione delle risorse ▪️Maggiore coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori, con assemblee periodiche e consultazioni su ogni decisione importanti

DIFENDIAMO IL TUO STIPENDIO

Non firmeremo contratti al ribasso rispetto alla crescita dei prezzi e al costo reale della vita. Basta con il lavoro sottopagato, le carriere bloccate e gli organici insufficienti. Chiediamo allineamenti degli stipendi tabellari all’inflazione per adeguare il potere d’acquisto delle retribuzioni. Chiediamo il superamento della disparità di trattamento economico tra comparti superando le discriminazioni che oggi esistono in base all’amministrazione di appartenenza. Va tolto il tetto al buono pasto, sbloccato il tetto al salario accessorio, finanziato il sistema di indennità e incarichi e va dato il giusto valore al lavoro pubblico che produce valore sociale per la collettività.