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Fare Sociale. Diminuiscono le risorse per i Comuni. Cgil: “Patti antievasione e Consigli tributari la risposta” PDF Stampa E-mail

Si è svolto venerdì 11 novembre, presso Palazzo Chigi, Ariccia, il convegno “FARE SOCIALE. LE RISORSE DEI COMUNI DOPO LA FINANZIARIA”, organizzato dallo Spi Cgil del Comprensorio e dalla CDLT di Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco.
Hanno preso parte al convegno Rosa Carbone, Seg. Gen. Spi Cgil del Comprensorio, Fioralba Giordani, Segretaria CDLT Cgil del Comprensorio, Silvia Ioli, Segretaria CGIL Roma-Lazio, Teti Croci, Seg. Gen. Spi Roma e Lazio, Sandro Del Fattore, Dipartimento Politiche Sociali Cgil. Ha inviato i propri saluti Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma, che non è potuto essere presente.


Una platea numerosissima ed attenta ha seguito il dibattito. La necessità, come ha spiegato Rosa Carbone, è far fronte ad un disagio sociale crescente, aggravato dalla crisi economica e dai tagli operati dalla Finanziaria. Dietro l'abbattimento delle risorse destinate ai comuni c'è una chiara volontà politica. L'intento è creare uno stato sociale che ricade sulle spalle delle famiglie, politiche sociali che si spostano sempre più da un piano pubblico ad un piano privatistico, l’acuirsi delle diseguaglianze.
Di fronte a questo scenario, per la Cgil bisogna ripartire dal territorio, su cui il sindacato è da sempre presente: “è necessario che istituzioni e parti sociali – afferma nella sua relazione Fioralba Giordani – si impegnino insieme a ricostruire le comunità. Occorre trovare ed aggiungere risorse sul tavolo sociale, per una diversa idea di Welfare, più equo ed inclusivo, per una contrattazione territoriale che sia al servizio di un nuovo concetto di benessere”. La manovra Finanziaria, con un taglio di oltre 4 mld alle Regioni, va verso un abbandono delle politiche sociali pubbliche e mette a dura prova i Comuni, che non hanno più risorse per garantire i servizi alla cittadinanza, da quelli di assistenza alle tariffe agevolate per cassintegrati e lavoratori in mobilità, dalle mense scolastiche agli asili nido, dai trasporti locali alle politiche di inclusione per i migranti.
Il sindacato dà una risposta concreta ed attuabile: “se la contrattazione ha bisogno di grandi risorse, per rinascere e per cambiare segno, queste vanno trovate nel solco dell’equità e della giustizia sociale, nella lotta all’evasione fiscale”. L’invito rivolto ai Comuni è di aderire, entro il 31 dicembre, ai Patti anti-evasione ed istituire i Consigli tributari. “E’ una battaglia che vogliamo e dobbiamo fare insieme” conclude Giordani.
L’esortazione della Cgil ha trovato interlocutori aperti e pronti all’agire, al “fare sociale” appunto, negli amministratori che sono intervenuti o hanno mandato i propri saluti: Emilio Cianfanelli, Sindaco di Ariccia; Biagio Fiorenza, Consigliere comunale di Ariccia; Pasquale Boccia, Sindaco di Rocca di Papa; Quirino Briganti, Sindaco di Carpineto Romano; Umberto Leoni, Sindaco di Lanuvio; Sergio Andreozzi, assessore di Velletri; Pierluigi Sanna, Consigliere comunale di Collefferro; Caterina Morani, Assessore di Monte Porzio; Stefano Di Tommaso, Sindaco di Frascati;Tamara Galli, Coordinatrice Piano di Zona del Distretto H2.
Fra gli interventi più applauditi quello di Sanna, Consigliere di Colleferro di soli 23 anni, che ha annunciato la presentazione a giorni di una mozione per l'istituzione del Consiglio tributario nel proprio Comune, perché quella contro l'evasione è “una battaglia morale che oggi è rivoluzionaria ed, insieme, normale. Saremo sempre al fianco della Cgil perché i diritti non vengano messi in vendita!”.
La realtà degli Enti locali, ma più in generale del Paese, è stata tracciata in maniera puntuale e concreta da Sandro Del Fattore nelle proprie conclusioni: “Finalmente ci stiamo liberando di Silvio Berlusconi, ma dobbiamo liberarci anche delle sue politiche. A giugno sono stati pubblicati i dati Istat sulla povertà da cui risulta che 2 milioni di famiglie sono in povertà assoluta, 8 mln di persone sono in povertà relativa. Fra questi, ed ecco la novità, ci sono anche coloro che hanno un reddito da lavoro dipendente. Proprio la situazione di queste persone è stata aggravata dalle politiche del Governo”. Del Fattore ha riportato anche i dati secondo i quali fra il 2009 e il 2010 sono aumentati i consumi di beni di lusso, ma soltanto la metà di chi ha effettuato tali acquisti, secondo quanto dichiarato al Fisco, avrebbe potuto permetterselo. Ciò significa, da un lato, una redistribuzione della ricchezza verso l'alto e, dall'altro, un aumento dell'evasione fiscale, arrivata a 120 mld l'anno. “Per questo diciamo che c'è una strada alternativa per sanare il debito pubblico, la patrimoniale sui grandi redditi e la lotta all'evasione fiscale che, soprattutto sul territorio, significa recuperare soldi sottratti alla collettività”.

 

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