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La Cgil a Nettuno con Libera e Legambiente per parlare di diritti negati PDF Stampa E-mail

"Diritti negati” è lo spunto da cui è partito l’incontro organizzato il 6 giugno a Nettuno da Legambiente e da Libera di Anzio e Nettuno, tra i relatori Giuseppe Cappucci, segretario generale Cgil del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco. Al centro del dibattito i temi della legalità e della lotta alle mafie, del lavoro, dell’informazione, della tutela ambientale, in una parola quello che dovrebbe essere il bene comune, diritto e responsabilità di tutti...

Marco Omizzolo, di Legambiente di Sabaudia, ha puntato l’attenzione sui temi dell’abusivismo edilizio all’interno del Parco del Circeo e delle responsabilità di chi amministra e dovrebbe controllare. Davanti agli abusi di ogni tipo “non bisogna mai chiudere gli occhi né avere timori, bisogna sapere che si è in molti e che si possono vincere certe battaglie, questo significa essere cittadini corretti”.

Per il segretario della Cgil un diritto negato è certamente quello di un mondo del lavoro sempre più difficile, in cui il contratto nazionale sta perdendo sempre più valore sotto gli attacchi, ad esempio, degli accordi separati di Mirafiori e Pomigliano. Quel contratto nazionale “che è stato una grande conquista ed uno degli elementi unificanti tra i lavoratori. Invece oggi, con la dottrina Marchionne, quel contratto va cancellato perché in termini di produttività c’è bisogno di una flessibilità che vada oltre le regole dettate dai contratti collettivi, con questa dottrina la globalizzazione entra nelle linee di produzione in cui la flessibilità diventa totalizzante e totale, ledendo i diritti dei lavoratori”.  Ma un diritto negato è anche il lavoro che non c’è: “la vera emergenza è un’intera generazione senza futuro, bisogna costruire le condizioni per avere un lavoro dignitoso, con tutele e diritti”.
La giornalista Antonella Mosca è intervenuta sul ruolo dell’informazione per combattere le mafie e difendere i diritti: “il lavoro di noi giornalisti è di dare ai cittadini elementi per crearsi una propria opinione, riportando dati di fatto, testimonianze che spesso danno fastidio”. Raccontare e testimoniare realtà anche locali, magari scomode, a molti non piace si preferisce che non se ne parli, eppure “i problemi – ha sottolineato la giornalista - esistono, al di là che i giornali ne parlino o meno”.
A concludere i lavori Antonio Turri, referente regionale di Libera che ha ricordato come “i diritti non siano solo parole e frasi scritte su una carta, ma sono i bisogni delle persone, carne viva. Il diritto al lavoro, ad esempio, sulla carta è sancito, ma poi sta passando di tutto e ci si abitua a non avere più quel diritto.  Spesso il diritto viene barattato con una “cortesia” e si perde la capacità di ottenere e difendere i diritti”. Allo stesso modo il diritto alla legalità ed alla libertà dal potere della mafia va preteso e difeso “con la forza di una sana rabbia da cui esca un forte impegno per rivendicare i diritti, dal lavoro a quello di vivere in un posto libero dalle mafie”.

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6-6-2011