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| Pulizie delle scuole: 25mila lavoratori degli appalti di pulizia rischiano il posto |
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Drammatica la situazione per circa 25mila lavoratrici e lavoratori degli appalti di pulizia degli istituti scolastici (LSU stabilizzati e lavoratori operanti nei cd “appalti storici”), a causa della mancanza di fondi di finanziamento e dei tagli previsti dal Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università. Stanno vivendo la stessa situazione altri 12.000 lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti servizi di pulizia e attività ausiliarie (sorveglianza, custodia) cd “appalti storici” impiegati anche nei nidi d’infanzia e scuole materne. Sono giunte in questi giorni le aperture delle prime procedure di mobilità. Per gli “appalti storici” la condizione è resa ancora più grave perché già nel dicembre 2009 avevano subito dei tagli da parte del Ministro dell’università e della Ricerca pari ad una riduzione del 25% sui contratti di appalto, tagli per i quali durante tutto il corso della primavera si sono tenute manifestazioni e scioperi territoriali e nazionali che avevano portato come risultato le proroghe dei contratti fino al 31.12.2010 e l’impegno da parte del Miur di attivare fin da luglio incontri per discutere le nuove gare di appalto che garantissero la continuità lavorativa e l’occupazione. Al pari degli appalti ove operano gli LSU stabilizzati, ad oggi, non si hanno notizie di eventuali proroghe o l’avvio delle gare. “Tanti, troppi, i lavoratori che rischiano il posto di lavoro” spiega la Filcams Cgil “con forti ripercussioni anche sulla salubrità e la sicurezza degli ambienti scolastici.”
15-11-10 |